Le personalità su Twitter

Uno studio rivela i tratti psicologici degli italiani più seguiti sul social

Domenico Bianco, Mauro M. Gentile, Francesco Grisolia | 11 luglio 2017


argomenti: personalità, Twitter, Big Five, LIWC

Maria De Filippi e Marcello Lippi hanno molto più in comune di quel che potremmo immaginare. Assertivi, capaci di comunicare verità scomode, ma un po’ meno d’adattarsi ai bisogni altrui e agire in modo cooperativo.

Questo è uno dei risultati dello studio che abbiamo condotto nel corso del Master in Big Data Analytics & Social Mining dell’Università di Pisa.

14 milioni di utenti, 1.7 miliardi di tweet

La nostra ricerca, realizzata fra aprile e giugno di quest’anno, mira a delineare i profili psicologici degli utenti Twitter di lingua italiana utilizzando il modello a cinque fattori, o Big Five. I cinque tratti psicologici su cui si basa sono l’apertura all’esperienza, la coscienziosità, l’estroversione, l’amabilità e l’instabilità emotiva (o nevroticità).

Essendo un modello nato in ambiente anglosassone, i cinque tratti sono generalmente indicati con l’acronimo OCEAN (Openness, Conscientiousness, Extroversion, Agreeableness, Neuroticism).

Abbiamo raccolto un miliardo e settecento milioni di tweet, provenienti da quattordici milioni di utenti, e applicato il modello ai testi prodotti sul social. Per garantire l'affidabilità dei risultati, abbiamo concentrato la nostra attenzione su circa due milioni e mezzo di account, per i quali disponevamo di tweet con almeno 70 corrispondenze con il dizionario LIWC.



   M   F 
 6.4%   6.3% 
 17.9%   18.2% 
3  25.1%   25.9% 
 17.8%   17.7% 
 16.2%   15.8% 
 16.6%   16.0% 

I profili psicologici degli utenti italiani

Utlizzando l'informazione di profilo, combinata con la geolocalizzalizzazione dei tweet, abbiamo dedotto la distribuzione dei tratti degli utenti Twitter italiani sul territorio nazionale.


La conferma dei luoghi comuni:

Abbiamo inoltre individuato cinque cluster fra gli utenti italiani, ovvero cinque gruppi accomunati da particolari valori e combinazioni di tratti psicologici. Come si nota nel grafico sottostante, due coppie di cluster mostrano un andamento speculare: dispersivi e focalizzati; innovatori e conservatori. Nel mezzo si collocano gli equilibrati, caratterizzati da valori medi nei cinque tratti OCEAN.

Significative anche le modalità d’interazione fra i gruppi su Twitter. Si nota un diffuso “effetto specchio”, ovvero la tendenza a seguire utenti con profili psicologici simili, ma anche una più ristretta attrazione per la diversità: gli equilibrati tendono a seguire, ritwittare e menzionare prevalentemente i dispersivi.

Tratti comuni ed eccezioni fra i più seguiti

I risultati ottenuti analizzando i 4000 account più seguiti hanno fatto emergere interessanti affinità comunicative e psicologiche per categorie d’utenti: i politici, gli esperti di comunicazione, i personaggi dello spettacolo, le “star di Twitter”, i musicisti, gli sportivi e gli account che abbiamo definito “impersonali” – aziende, enti pubblici, canali di comunicazione (come quotidiani o canali televisivi).

Le categorie hanno un tratto comune: la forte caratterizzazione psicologica. Gli account con maggior seguito si discostano dalla tripartizione regolare da noi definita per raggruppare i profili attraverso i cinque tratti, ovvero punteggi bassi (il 25% inferiore), medi (il 50% di valori centrali) e alti (il 25% superiore). Le personalità più popolari su Twitter hanno valori polarizzati verso l’alto o il basso di ciascun tratto.

Significativi i risultati sull’instabilità emotiva: quasi tutte le categorie registrano bassi valori di nevroticità, a eccezione delle “star dei social”. I personaggi divenuti famosi grazie alla loro attività sui social si rivelano molto più inclini agli sbalzi d’umore.

Immediatezza e variabilità del loro stile comunicativo potrebbero accompagnarsi a una certa fragilità psicologica e alla tendenza a vivere emozioni negative, come rabbia, ansia, senso di colpa.

Viceversa, aziende, enti pubblici e canali di comunicazione – gli account “impersonali” – sono accomunati da livelli minimi d’instabilità emotiva. Si tratta di un risultato coerente con la loro immagine pubblica e con approcci comunicativi generalmente sobri e uniformi. I loro profili sono inoltre caratterizzati da alti valori di apertura alle nuove esperienze e coscienziosità. Anche questi tratti psicologici – comprendenti l’immaginazione e la creatività, la propensione a pianificare e porsi obiettivi a lungo termine – appaiono conformi ai tipi ideali di azienda e istituzione.

I politici mostrano una caratterizzazione ibrida, con affinità sia rispetto agli utenti impersonali, che alla macro-categoria spettacolo/comunicazione (star di Twitter, personaggi dello spettacolo, esperti di comunicazione). Dai loro tweet emergono infatti apertura al nuovo ed estroversione, ma anche la propensione a pianificare e vivere sbalzi d’umore.

Musicisti e sportivi, infine, mostrano valori quasi identici per amabilità e coscienziosità. Fiducia nel prossimo e orientamento ai risultati risultano distribuiti in modo molto simile nelle due categorie.

Misurare i tratti di personalità sui social: gli strumenti

I due principali strumenti che abbiamo adottato nel nostro studio, il già citato modello Big Five e il programma LIWC (Linguistic Inquiry and Word Count), sono ampiamente noti nel settore, testati e consolidati.

LIWC è un programma capace d’individuare gli stati psicologici contenuti in testi di varia natura, fra cui email, blog e tweet. È basato su due elementi fondamentali: una componente di elaborazione e i dizionari, contenenti parole raggruppate per categorie, tra cui quelle corrispondenti a emozioni positive e negative, parole-funzione (pronomi, congiunzioni, verbi ausiliari) e parole-contenuto (aggettivi, sostantivi, la maggioranza degli avverbi). Il programma conta quante volte ciascuna parola del testo da analizzare ricorre nelle categorie e sottocategorie dei dizionari.

Fonte: Pennebaker, J.W., Chung, C.K., Ireland, M., Gonzales, A., and Booth, R. J., The Development and Psychometric Properties of LIWC2007, The University of Texas at Austin and The University of Auckland, New Zealand.

L’esperto: LIWC è un mostro sacro. È rozzo, ma dà buoni risultati

L’analisi della personalità attraverso i social offre un vantaggio: il loro linguaggio immediato, spontaneo, poco elaborato.

“In passato lo studio della lingua parlata era un collo di bottiglia enorme. Si analizzavano i testi dei quotidiani, ma erano lontani dal parlato…scritti da persone colte e rivolti a un pubblico ristretto”, osserva Alessandro Lenci, docente di linguistica computazionale all’Università di Pisa. “Oggi sui social network scrivono tutti e in maniera del tutto libera. Sono canali estremamente interessanti e ancora poco studiati dai linguisti, forse perché fanno a pezzi ogni regola”.

Il rilevamento dei tratti di personalità attraverso l’uso dei social network è un campo di ricerca nuovo e in espansione. È uno spazio di frontiera, in cui convergono teorie psicologiche generali, psicometria, linguistica computazionale, tecniche di machine learning.

La direzione di ricerca è complessa ma promettente. Fra i nostri prossimi passi, per convalidare il modello, potrebbe esserci la verifica dei risultati, somministrando dei questionari a un campione rappresentativo della rete italiana di Twitter.

Alessandro Lenci definisce LIWC “un mostro sacro della social data analysis”, anche se “di una rozzezza estrema”. In altri termini, “funziona, dà buoni risultati”, ma è uno strumento primitivo; l’analisi testuale automatizzata si sta infatti aprendo a tecniche più sofisticate.

LIWC mostra la rigidità tipica degli strumenti basati sulla corrispondenza tra parole nei testi da analizzare e parole nei dizionari del programma – “le parole corrispondono, oppure no”. In questo modo risulta difficile cogliere alcuni aspetti specifici e poco prevedibili dell’uso linguistico, come ironia, sarcasmo, espressioni idiomatiche.

Individuare i tratti di personalità tramite l’uso delle parole è un percorso complesso. LIWC rappresenta una tappa di un cammino iniziato decenni fa e ora orientato verso l’uso degli n-grammi - gruppi di parole, o di fonemi, sillabe, lettere – e verso approcci di tipo open-vocabulary, cioè non vincolati a categorie predefinite.

“Il problema è che qualcuno - ovvero James Pennebaker e i suoi colleghi e collaboratori - ha definito delle categorie, ma le parole possono essere ambigue ed esprimere gradienti. La fortuna di LIWC sono state le parole-funzione, come i pronomi” – commenta Lenci. Pennebaker ha infatti dimostrato come questi termini, che tenderemmo a considerare poveri di significato, esprimano in realtà stati emotivi in misura anche maggiore delle parole-contenuto.

Ma i pronomi non sono centrali in tutte le lingue. “LIWC funziona bene con l’inglese, ma in italiano i pronomi generalmente non vengono espressi, quindi bisogna considerare le persone singolari e plurali dei verbi, non è una questione banale”.

I volti noti e le loro personalità

Cosa ci dicono i tweet sui tratti psicologici dei personaggi più noti?

Quasi tutti i politici si attestano su livelli medio-bassi di amabilità, tratto che comprende spirito di cooperazione e adattamento, quindi anche la capacità di trovare un terreno comune con gli altri. In un quadro generale d’assertività e scarsa diplomazia, fa eccezione Federica Mogherini, ex ministro degli esteri e ora alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Antonio Ingroia, ex magistrato e candidato premier nelle elezioni politiche del 2013, ha ottenuto un basso livello di coscienziosità – non risulta quindi particolarmente propenso alla pianificazione. Rari i politici con valori alti di estroversione, che include l’inclinazione a esprimere emozioni positive e cercare la compagnia altrui. Michela Brambilla, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, condivide questo tratto psicologico con Papa Francesco – che abbiamo associato alla categoria dei politici in virtù del contenuto dei suoi tweet, spesso legati a temi come la giustizia sociale e le disuguaglianze globali.

Più di un terzo dei personaggi dello spettacolo ha ottenuto alti valori di amabilità. Il 95% si colloca tra punteggi medi e alti; fra i pochi con valori bassi troviamo Maria De Filippi, Sabina Guzzanti e Luca Bizzarri. Dietro questo tratto comune potrebbe esserci fermezza nelle proprie idee, ma anche scarsa fiducia negli altri e limitata propensione a collaborare. Pochi anche gli introversi, tendenzialmente riservati e a proprio agio nei momenti di solitudine; tra loro incontriamo Gene Gnocchi e Licia Colò.

Quasi il 90% di cantanti e musicisti mostra un livello medio-alto d’apertura alle nuove esperienze, tratto che include immaginazione e curiosità. Tra coloro cha hanno ottenuto un punteggio basso, nel modello Big Five associato alla tendenza a evitare il cambiamento, incontriamo Anna Tatangelo. Circa due terzi dei musicisti si collocano su valori alti di amabilità; fra i rari punteggi bassi troviamo Giorgia.

Anche due terzi degli sportivi si attestano su alti livelli di amabilità. Si distingue nettamente Marcello Lippi, ex ct della nazionale di calcio e attuale commissario tecnico della nazionale cinese. D’altra parte, fra le caratteristiche psicologiche associate alla scarsa amabilità vi sono la capacità di comunicare verità scomode e chiarire sempre il proprio punto di vista, probabilmente appropriate per un allenatore vincente.

Nel mondo dello sport è generalmente elevato anche il grado di coscienziosità, tratto che comprende affidabilità, coerenza, orientamento ai risultati. Bassi punteggi emergono dai tweet di Mario Balotelli e Sebastian Giovinco. Che ciò sia legato a maggiore creatività, spontaneità e un atteggiamento rilassato, oppure a una limitata propensione al perseguimento di obiettivi e all’organizzazione della propria vita?